29 Gennaio 2026

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Terme delle Galleraie, l’abbandono senza fine: sesta asta deserta e l’appello di Italia Nostra

Terme delle Galleraie, l’abbandono senza fine: sesta asta deserta e l’appello di Italia Nostra

Un declino che sembra non conoscere fine, nonostante un prezzo di vendita ormai ridotto a una frazione del suo valore potenziale. Il complesso delle Terme delle Galleraie, gioiello storico e architettonico nel cuore della Val d’Elsa, resta ancora una volta senza un proprietario. La sesta asta fallimentare si è chiusa lo scorso 20 gennaio presso il Tribunale di Pistoia senza che venisse presentata alcuna offerta, lasciando nel limbo un patrimonio che risale all'epoca etrusca.

Un deprezzamento verticale

La parabola discendente del valore economico del complesso è specchio del suo degrado fisico. Se la prima asta del giugno 2024 partiva da una base di circa 1,04 milioni di euro, l'ultimo tentativo di vendita fissava il prezzo minimo alla cifra record di 187mila euro. Un ribasso dell'80% che non è bastato ad attirare investitori privati, confermando le difficoltà di recupero di una struttura che necessita di imponenti lavori di restauro.

La storia: dal congresso di idrologia all'abbandono

Le Galleraie non sono solo un immobile, ma un pezzo di storia identitaria senese. Celebri per le acque ferrose che sgorgano a 29 gradi, vissero il loro periodo d'oro nel XIX secolo. Nel 1891, Siena ospitò un congresso internazionale di idrologia che consacrò la qualità terapeutica di queste sorgenti, efficaci contro artriti e artrosi. Dopo una chiusura negli anni '60 e un effimero restauro nel 1987, il passaggio a una gestione privata ne ha segnato la definitiva chiusura e il conseguente oblio.

L'appello di Italia Nostra: "Il Comune si faccia carico del bene"

Di fronte all'ennesimo buco nell'acqua giudiziario, la sezione senese di Italia Nostra, presieduta da Laura Comi, ha inviato una lettera formale al sindaco di Radicondoli e alla Soprintendenza. L'associazione chiede che l'amministrazione comunale intervenga direttamente per sottrarre il bene al degrado.

«Le Galleraie costituiscono memoria storica identitaria dei luoghi senesi», scrive Laura Comi, sottolineando come il recupero dell'uso termale potrebbe generare ricchezza economica e turistica, oltre a posti di lavoro per i cittadini locali.

Prospettive future: il Piano Strutturale

Nonostante lo stallo, esiste già una cornice normativa per il rilancio. Nel 2023, il recupero delle terme è stato inserito nel Piano Strutturale Intercomunale di Casole d’Elsa e Radicondoli, con una previsione di nuove edificazioni per circa 2.500 metri quadrati (tra superficie fuori terra e interrata). La sfida, ora, è trasformare queste previsioni urbanistiche in un progetto concreto che possa salvare le Galleraie prima che il tempo ne cancelli definitivamente le tracce.

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